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E se...

 ...Gesù fosse nato ai tempi di Google e Facebook? XD
...Gli amici Palmipedoni mi suggeriscono che magari si sarebbe svolta così ;) :


Il grande occhio ci guarda... Anche dopo il logout.

Basta fare una rapida ricerca sul web ed ecco spuntare titoli come:
- Facebook spia gli utenti anche dopo il logout. Arriva la goffa smentita di Zuckscassalaminchia.
- Facebook ti traccia sempre.
- Facebook controlla gli utenti con la OpenGraph (introduzione Timeline).
- Facebook vi traccia e vi spia anche quando siete disconnessi: ecco come fa e come impdirlo.
- Facebook ti controlla: anche quando sei disconnesso.
- Facebook traccia le tue attività sul web! Come evitarlo?
- Facebook, logout impossibile. Ma il Social Network replica: è per la sicurezza degli Utenti. 
- Profilo Facebook contro ogni privacy: ci spia anche in logout.

Da brivido non vi pare? Eppure non sono semplici cospirazioni antifacebook, ma dati di fatto, tant'è che il caro social network ha da qualche tempo alcuni problemi con varie organizzazioni, quali Commissione dell' Unione Europea, anti trust statunitense, Stato federale di Washington, la Germania e la Francia...

Sotto i nostri occhi ignari ed inconsapevoli, oltre che privi di senso critico o capaci di indignazione alcuna, Facebook si sta progressivamente trasformando in quello che Mark sostiene comunque apertamente. A Mark non interessa la privacy, un concetto obsoleto ed anacronistico, morto con l'EVOLUZIONE della società.

Vi riporto uno degli interessanti articoli di www.internet.liquida.it/focus che riguarda dettagliatamente questa questione:
"Il 25 settembre Nik Cubrilovic, gestore di un importante e conosciuto blog di tecnologia e falle dei social network, ha allarmato tutto il mondo con la sua eccezionale scoperta:
i cookie di Facebook permettono di tracciare tutte le nostre attività sul web anche quando non siamo connessi al social network.
Già la scorsa settimana in occasione della presentazione della nuova Timeline (o diario per gli italiani) si erano scatenate polemiche per la nuova funzione, scoperta da Dave Wine analizzando le API, che permette la condivisione di contenuti senza l’intervento umano, Facebook la chiama  Frictionless Sharing, condivisione senza ostacoli, ma in realtà è una violazione bella e buona della propria privacy.
Il consiglio in quel caso è stato di effettuare sempre il logout , ma ecco che proprio su questo nasce il nuovo allarme.
Nik Cubrilovic ha infatti scoperto che anche dopo essere usciti da Facebook, il browser continua a comunicare con il social network, inviandogli tutte le pagine che visitiamo.
L’unica soluzione è eliminare tutti i cookie di Facebook ad ogni disconnessione oppure utilizzare un browser separato per le interazioni su Facebook.
Questo cosa vuol dire?
che se sloggati da Facebook visitate un qualsiasi sito che ha il plugin Facebook (ad es i siti con il bottone like) Facebook viene avvertito, e quindi avrà la cronologia delle vostre navigazioni, e pensate cosa può succedere se utilizzate facebook su un terminale pubblico…. anche se effettuate il logout tutte le successive operazioni effettuate da quel terminale (da persone sconosciute) verranno attribuite al vostro Facebook.
Nik Cubrilovic si era reso conto del problema un anno fa  e aveva inviato una mail dettagliata a Facebook il  14 novembre 2010. senza nemmeno ricevere una risposta. Stanco di aspettare ha deciso di rendere pubblico il tutto.
E finalmente una risposta è arrivata. Si tratta di  Arturo Bejar, un ingegnere di facebook, che ha sostanzialmente ammesso la fondatezza delle accuse ma facendola passare per una misura altruistica, fatta per il vostro bene volta all’identificazione di spammer o di chi tenta di rubare account ad altri e in alcun modo connessa a pubblicità mirata, e che comunque i dati vengono cancellati dopo 90 giorni. (un periodo di tempo immenso su internet a mio avviso)
Quindi Facebook non vi spia ma vi tutela?!"

L’unico sistema per essere davvero anonimi quindi pare essere quello di cancellare ogni volta i cookie del browser e vuotare la cache. O usare un browser apposta per facebook, se vi interessa la cosa.

Ma noi continuiamo, visto che ci sta bene!!

Timeline da brivido

Facebook sta per fare a tutti i suoi fedeli discepoli un bel regalo di Natale, annunciato già da qualche tempo.
 Pare che il 22 Dicembre  vedrà l'ennesima trasformazione del caro Social Merdwork tramite un aggiornamento chiamato "Timeline", (eventualmente già disponibile) ma che in quel giorno dovrebbe diventare l'interfaccia standard per tutti gli utenti.

N
on tutti hanno ancora compreso o sanno che Facebook è un progetto che ha come fine la schedatura ed il controllo di ogni essere umano, ma ora ha superato se stesso. La Timeline, infatti, ha come peculiarità la creazione di un "diario" in cui il social network chiede di specificare ogni tappa della tua vita partendo dalla data di nascita e documentare il tutto con foto, video e quant'altro con tanto di geolocalizzazione! The Big Brother is really watching you!

Viviamo in un'epoca nella quale la stragrande maggioranza degli individui è secondo il mio parere attanagliata da un grande senso di vuoto e di piccolezza... Un senso che spinge ognuno di questi individui a voler a tutti i costi affermare la propria esistenza nel mondo e urlarla, gridarla, imporla.
Tutto ciò non avviene certo solo tramite i social network per definizione, ma tutto il mondo del web è ormai un grande social network. A partire dai blog.
Voler esprimere la propria opinione, teoricamente può solo portare confronto e informazione (seppur spesso errata) ma si contribuisce comunque a fare informazione ed a confrontarsi.
Mettere in piazza se stessi, la propria intimità, la propria vita, cose che dovrebbero importare solo a chi la vita la condivide con noi e ne fa parte da vicino, a mio parere è un fenomeno sociale, antropologico, storico davvero triste ed agghiacciante.
E la gente inconsapevolmente approva tutto questo. Forse ha ragione Zuckscassalaminchia... oggi alle persone evidentemente va bene questo, questa condivisione sfrenata ed irresponsabile della propria intimità, a voler gridare al mondo intero che esiste, a dover dimostrare sempre qualcosa. Questo è ciò che mi indigna...non la salvaguardia di un concetto di privacy fine a sè stesso, come fosse per nascondere qualcosa.Anche se questo fenomeno rappresenta il presente come dato di fatto, non vuol dire che sia un fenomeno positivo o che vada scandagliato ed incoraggiato. Forse bisognerebbe invece analizzarlo e provare a risolverlo alla base, con una nuova cosapevolezza e dignità. Utopia.
Che tristezza quella che provo...

«Non ha più senso parlare di riservatezza online, le norme sociali sono cambiate»

Zuckerberg ha detto "The age of privacy is over".
E non ha tutti i torti, lui, da attento osservatore della società.
Come dargli torto.
Facebook ha avuto dei problemi con l'anti trust statunitense, il governo federale di Washington, la Commissione dell' Unione Europea, la Germania (contro il riconoscimento facciale), la Francia (per il diritto all'oblio), ed ha anche ammesso di aver "fatto degli errori", e violato la riservatezza.
Facebook ha dunque in un'occasione promesso il massimo rispetto per la privacy. ...Anche se è noto che continui a seguire la filosofia completamente opposta.
Ma a quanti utenti interessa davvero?!

«Ormai gli utenti condividono senza problemi le informazioni personali online. Le norme sociali cambiano nel tempo. E così è anche per la privacy».Blog e social network rendono a tutti gli effetti anacronistiche le posizioni di chi vuole a tutti i costi difendere il diritto alla privacy : «Quando ho iniziato a pensare a Facebook nella mia cameretta di Harvard, in tanti si chiedevano: 'Perché mai dovrei mettere informazioni online? Perché dovrei avere un sito personale?' Poi è iniziata l'esplosione dei blog e di tutti gli altri servizi che permettono di condividere informazioni online. Le abitudini sociali evolvono nel tempo».

Ma io sottolineerei che DIPENDE DAL MODO IN CUI QUESTI STRUMENTI SI USANO.
Se la maggior parte ne usufruisce per creare la vetrina della propria normalissima e banalissima vita allora Zuckerberg ha proprio ragione!
Ma non è questa comunque una ragione valida per dire che se un fenomeno diventa la norma, allora questo fenomeno sia positivo. Al contrario, andrebbe analizzato alle sue origini, contestualizzato appunto a questa fase storica ed antropologica che ci ha portati allo stato in cui siamo ed aiutarci a riflettere su noi stessi e su dove stiamo andando a parare.
A parer mio, verso la desolazione dei valori, verso un vuoto burrone, verso un senso di comunione e di appartenenza che è in realtà solo fittizio; verso un'apparenza estrema e verso un desiderio penoso di ritagliarsi un personalissimo spazio di vana gloria e dichiarare ed imporre la propria presenza.
Il tutto in maniera non so fino a che punto CONSAPEVOLE.

Secondo il fondatore, questa evoluzione di Facebook non fa altro che rispecchiare un cambiamento avvenuto a livello sociale: "la privacy non è più avvertita come un valore da parte degli utenti".
Beeeene!!!! Ottimo così!!!! Affondiamoci le mani allora! Evviva i valori positivi!
Il suo è appunto un atteggiamento accondiscendente, se non fomentatore!!
Della serie: sfruttiamo questa predisposizione sociale, ed anzi, sviluppiamola!

"Privacy e copyright sono i due grandi animali morenti" della rivoluzione digitale, dichiara giustamente Mafe De Baggis.

Oltretutto utilizzando Facebook si acconsente (anche se praticamente nessuno lo sa) a lasciare una traccia pressochè indelebile della propria esistenza sul web.
Social network ed altri servizi web, dovrebbero eliminare i dati custoditi sui propri server dopo un certo periodo di tempo. Un modo per tutelare quel «diritto all'oblio» che in rete è sempre più a rischio.
C'è un provvedimento francese che propone l'introduzione di scadenze per i dati online su FB.

Questo è solo l'inizio (per quanto sia un processo cominciato da tempo quello della dittatura mediatica, del controllo globale) ma la cecità mentale accelera il tutto.

Porco il demonio, le norme sociali sono cambiate sì, ma il diritto alla riservatezza è sacrosanto!!
...Ma a questo punto, solo secondo pochi FOLLI.



Fonti: 
http://internet.liquida.it/focus
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie

Come diventare personaggio pubblico

Sotto il nome dell'ultimo ragazzo deceduto si legge "Personaggio pubblico".
Sulle pagine ricerca di Facebook ovviamente.
Non passa neanche qualche ora che, dall'ennesimo annuncio giornalistico di una delle ennesime morti, (chissà perchè più interessante di altre), spuntano come funghi Pagine dedicate a questi inconsapevoli  e fino ad all'ora anonimissimi individui che vengono proclamati in un attimo, da quel disgraziato momento, personaggi pubblici. Personaggi pubblici.

...D'altronde questo non è affatto un fenomeno sconosciuto all'antropologia... E' risaputo che ogni singolo scenziato, pensatore, esploratore, filosofo, pittore, artista, anche nei tempi antichi, veniva magari bistrattato e non considerato in vita ma dopo la morte elevato a Personaggio storico del massimo spessore.
...
Il potere ed il fascino della morte...

Nostalgia portami via

E' giusto essere nostalgici?
Mi chiedo se sia giusto finire per essere nostalgici di tempi che non si sono mai vissuti. E' facile perdersi in questo tipo di nostalgia, ed io mi ritrovo spesso a constatare il mio essere un'anacronismo vivente.

Sono nata nel momento sbagliato. Sento di vivere in un'epoca che non mi appartiene e far parte di una generazione che non mi rappresenta.

Ma poi finisco col chiedermi come io possa avere sentimenti nostalgici verso epoche di cui ho solo sentito parlare, in cui non sono mai stata, non ci ho mai vissuto!
Rischia di diventare una cosa ridicola forse?! Può suscitare una certa ilarità. Un pò patetico?! Cose della serie "Si stava meglio quando si stava peggio"... La cosa magari assume connotati di retorica.
Una volta a proposito di ciò qualcuno fece una similitudine azzeccatissima, davvero calzante...E' come sentirsi realizzati per aver fatto sesso con un'ottantenne che era bellissima da ragazza.
In effetti ha ragione... no, non avrebbe molto senso.

Poi a un certo punto i miei amici Palmipedoni mi hanno indicato che non è un male essere nostalgici di tempi mai effettivamente vissuti, senza dimenticare mai che ogni epoca ha avuto i propri lati negativi come positivi.... Solo che tendiamo a vedere e sottolineare nella nostra mente solo gli aspetti negativi del presente, e a gonfiare e idealizzare solo gli aspetti positivi del passato.
Dunque, mi fermo, cerco di restare razionale, e di non perdere di vista gli aspetti positivi di questa epoca.
...E mi dico che in effetti sarebbe anche una bella epoca per vivere, una bella epoca in cui essere nati,  una bella epoca dove tante cose sarebbero possibili se le volessimo, un' epoca in cui sarebbe possibile cambiare tante cose che varrebbe la pena di cambiare.
In conclusione mi sono detta, non è ridicolo e fuori luogo essere nostalgici se questo serve ad ispirarci, a prendere il buono di ciò che è stato dimenticato.


...Inutile che mi arrampico però... la verità è che questo è anche un discorso di punti di vista.
Ed il mio non è certo a favore di tecnologia iperabusata, ipercomunicazione, architettura e design minimal, nessuna inclinazione verso il decorativismo, produzione seriale, iperpraticità moderna, il reggiseno al posto delle scomodissime ma bellissime guepiere e biancheria annessa, la luce della taglia S di Enel preferita alle candele di cera, e la lista sarebbe ancora lunga.

Ma il discorso nostalgia del passato oltre a basarsi su un fattore Estetico e di gusto, (nel mio caso innatamente e irrimediabilmente anacronistico), è un fattore anche razionale e di ordine pratico, ovvero, la mia coscienza che presuntuosamente credo sia ancora un minimo lucida, comprende come l'eccesso non sia una buona cosa.

Viviamo in un'epoca eccessiva, tecologicamente rococò; un moderato ed intelligente uso delle cose ben venga, ma quando l'uso diventa abuso ecco che si perde di vista ogni sana cosa e il progresso a quel punto non è più dalla nostra parte ma contro.
La tecnologia dovrebbe aiutarci, favorirci, e fermarsi lì, a ciò che può facilitarci quel tanto in più. Non va bene andare oltre, chiedere di più, lasciarci sopraffare e spesso sostituire.

Sull'aspetto Estetico della cosa posso quindi anche concedere venia, quello è gusto soggettivo.
... ... ... Siii, però cavolo!...E' tutta colpa della nascita del design (estetica e funzionalità) e della produzione industriale!!!
Non c'è più il Tempo per dedicarsi ad un decorativismo così poco pratico.

Lo dico sempre, panta rei... Devo farci pace. 
Destinata ad essere una disadattata. -__-

Social Merdwork

Tutti lo odiano, tutti lo vogliono.
Mi chiedo, ma cosa vi lamentate a fare di quanto schifo faccia ogni nuovo ennesimo inutile aggiornamento di una piattaforma come quella del ben noto ed indispensabile Facebook, di cui da una parte mi secco anche a parlare, perchè credo che gli si dia tutti troppa importanza e mi rendo conto in questa occasione di dargliene anche io, parlandone.

...Ok diamogli questa importanza per una volta.

Da notare, dicevo, come si vedano in giro continue lamentele riguardo la chat, riguardo la visualizzazione foto, le impostazioni, la grafica, la privacy, TUTTO!
VE LO APPIOPPANO LO STESSO avete detto bene!!! Lo criticate, vi fa schifo, fanno schifo i programmatori strafatti, ma imperterriti continuate a NON POTERNE FARE A MENO.

Ora mi dico io... ma che assurdo genio del male è colui che sta dietro ad una macchina così potente? A livello socio-psico-economico-antopologico! E quali misere menti popolano questo povero maledetto pianeta?! Delle menti che a poco valgono se hanno sì la capacità di comprendere che qualcosa non gli stia bene ma di non essere capace di disfarsene? Di poter scegliere se gli piace oppure no? VI VA BENE TUTTO! Potrebbero anche incularvi, ve ne rendereste conto, lamentereste, ma imperterriti non cambiereste strada.
Per quale motivo sono tutti così inesorabilmente, irrimediabilmente incatenati, avvinghiati da un sistema che forse non gli sta neanche del tutto bene e non è fatto su misura per le proprie preferenze?
Quale magia è questa? Capace di tenere fidelizzate a sè delle menti che ammettono di non essere soddisfatte del prodotto di cui usufruiscono, senza potervi rinunciare. Ma cosa vi darà mai in cambio per tenervi così legati nonostante tutto?
Che poi lo ha detto chiaramente a proposito di privacy "Zuckscassalaminchia" che "E' finita l'era della privacy" " Non ha più senso parlare di riservatezza online, le norme sociali sono cambiate", dunque facendone uso (di FB) approvate anche questa filosofia, e FB nei suoi continui e costanti aggiornamenti si sta evolvendo sempre più verso questa direzione, fateci caso.
Ma questo è un altro argomento, e forse tornerò a dare importanza a questo fortunato ma (per me) negativo fenomeno.

Mi comincio a chiedere se questi geni di programmatori non si divertano proprio a farlo apposta. Tanto sanno di non dovervi piacere per forza. Gli rimarrete immancabilmente fedeli.
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